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La paura ti rende prigioniero,la speranza ti rende libero
21 febbraio 2012
Università del nord:le più care d'Italia

Gli atenei del nord risultano essere i più cari d'Italia. Gli studenti pagano l'8,22% di tasse in più rispetto la media. L’università più costosa risulta essere quella di Parma,seguita da quella di Verona e dalla statale di Milano; la più economica in Italia è quella di Bari. La Puglia però attribuisce la retta in base al merito: una media bassa o un basso numero di crediti equivalgono ad una retta più alta. Sull’argomento si è pronunciato Di Pietro pochi giorni fa affermando che il ministro Profumo dovrebbe intervenire per rimediare a questa disparità tra le università del nord e quelle del sud. D’altro canto le università private propongono tasse esorbitanti agli studenti che si vedono costretti a ripiegare sugli atenei pubblici. Una soluzione possibile al problema potrebbe essere quella di stabilire delle tasse uguali per tutti gli atenei pubblici,oppure abbassare le tasse delle università private(che in alcuni casi arrivano a 10.000 euro annui) così da consentire una maggiore accessibilità agli studenti. Gli studenti hanno solo una certezza:studiare è un diritto ed un piacere che non dovrebbe essere tolto a nessuno.

 


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permalink | inviato da giuliacarbonari il 21/2/2012 alle 20:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 febbraio 2012
Stupro di gruppo: si a misure alternative al carcere

Così si è pronunciata la Cassazione sulla violenza sessuale commessa da più persone. Di questo argomento si era già dibattuto due anni fa,senza arrivare a un esito definitivo. A partire dal 2009 infatti,con l’approvazione della legge di contrasto alla violenza sessuale,al giudice non era consentito di applicare,per delitti di violenza sessuale e nei quali sono coinvolti minori,misure cautelari diverse dal carcere. Oggi però la decisione è stata presa: no al carcere per il “branco”. E le reazioni non sono tardate ad arrivare: “decisione impossibile da condividere” ha commentato Mara Carfagna (Pdl), “lacerante” per Barbara Pollastrini (Pd). Infine il Telefono Rosa: “Vogliamo ricordare che questo reato bestiale segna per sempre la vita di una donna e ci batteremo in ogni modo perché ci sia un cambio di rotta della giustizia italiana su questi reati”.

 




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9 gennaio 2012
Campi di concentramento in Corea del Nord, però il popolo piange il “caro leader”

Il 19 dicembre 2011 muore Kim Jong-il leader della Corea del Nord. Mentre l’immagine di un popolo in lacrime viene trasmessa dalle reti, 200.000 persone sono imprigionate nei campi di concentramento di questo paese. Uno dei più “famosi” è quello di Yodok, il cui nome ufficiale è “Kwan-li-so” (centro di ri-educazione) n. 15. Si stima che al suo interno siano detenute almeno 50.000 persone su un territorio di circa 90 chilometri quadrati. Il governo, come chiunque commetta violazione dei diritti umani, nega l’esistenza di questi campi: ma grazie all’aiuto di immagini satellitari sappiamo che questi campi esistono, sono reali. Dalle testimonianze di persone sopravvissute al campo abbiamo notizie riguardo la vita condotta al proprio interno: i detenuti lavorano per più di dieci ore al giorno senza alcuna protezione; chi non porta a termine il lavoro non riceve la razione quotidiana di cibo; numerose le sevizie e le esecuzioni pubbliche per dare esempio di comportamento agli altri detenuti. Allora per quale motivo al giorno d’oggi un popolo piange per un sovrano che permette tutto questo sul proprio territorio?


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7 gennaio 2012
Auschwitz: un centro per dimagrire

Fa scandalo la pubblicità di una palestra di Dubai che per qualche cliente in più ha azzardato l’associazione tra Auschwitz e un fisico snello. “Kiss your calories goodbye” dice lo spot associando questa frase all’immagine del campo di concentramento. Nonostante le scuse del centro fitness e il licenziamento del responsabile della campagna (Phil Parkinson),non sono state risparmiate le critiche ai centralini e nel web. Per quanto possa essere importante condurre una vita sana,un’associazione di questo tipo risulta del tutto infondata in quanto la fisicità dei detenuti nel campo è stata dettata dalla fame e dalle sevizie che nella maggior parte dei casi hanno portato alla morte. Alludere ad un modello come questo può influire negativamente sui giovani più di quanto non facciano già modelli come pop star e attori di Hollywood. Ed è per questo motivo che il centro fitness si impegnerà a rimuovere le pubblicità trasmesse nel web e a devolvere denaro per una causa di beneficenza.


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28 dicembre 2011
Otsuka Norikazu ammalato di leucemia: tutta colpa dello spettacolo.

Il noto conduttore Otsuka Norikazu,a distanza di otto mesi dal disastro di Fukushima,è stato colpito da leucemia.
Il presentatore televisivo ora 63enne aveva ingerito,in diretta televisiva,verdure provenienti dalla zona dell'incidente nucleare. Dopo lo scoppio della centrale,le autorità avevano disposto il blocco delle vendite dei prodotti di Fukushima. Ma dopo poco venne ristabilito il via libera alla distribuzione. Ormai però la popolazione giapponese non era più disposta a correre ulteriori rischi: si arrivò così ad un'inevitabile crisi.
Norikazu allora,nel tentativo di risollevare l'agricoltura del proprio paese,mangiò in diretta i prodotti agricoli della zona contaminata. Ora si ritrova con una leucemia linfatica acuta. Il presentatore ha comunque annunciato di avere fiducia nella medicina,e spera di tornare al più presto al suo lavoro.




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20 dicembre 2011
Non dimentichiamoci di Yara

Yara Gambirasio,una ragazza di appena tredici anni,in un tardo pomeriggio di autunno,viene uccisa all’uscita della palestra. E’ il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra(provincia di Bergamo) e tutto sembra procedere come sempre. Quella sera però Yara non rientra a casa. Qualche mese dopo verrà ritrovato il corpo a pochi chilometri dal luogo della scomparsa. Ad oggi sono ancora aperte le indagini e il campo sembra restringersi sempre di più. Viene spontaneo allora chiedersi “Per quale motivo proprio ora che si è sempre più vicini alla risoluzione del caso,quotidiani,telegiornali ed internet non parlano più della piccola Yara? Possibile che dopo tanto clamore non interessi più a nessuno la vicenda che ha colpito questa famiglia?” Non si può dimenticare una vicenda così tragica,soprattutto se riguarda una bambina,il cui sogno era quello di diventare una ginnasta e magari,chissà,avere una famiglia. Invece è finita uccisa e abbandonata in un campo,morta seminuda e assiderata. I genitori,fin dall’inizio,si sono chiusi in una profonda riservatezza, rifiutando ogni contatto con i Media. Questo non significa che bisogna lasciarli soli. Tutta Italia infatti si è unita al dolore e alla rabbia della famiglia Gambirasio,ed è la stessa Italia che in questo momento così importante e delicato non dedica più un minuto a questa vicenda. Se il killer è un italiano come dicono i Pm e quindi è tra noi,non diventiamo noi stessi omicida dimenticandoci della piccola Yara,una tredicenne di tante ambizioni che,purtroppo,non realizzerà mai.




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SOCIETA'
17 dicembre 2011
Jean-Claude Roger Mbede: firmiamo la petizione

Il trentunenne Jean-Claude Roger Mbede è un prigioniero camerunense arrestato e trattenuto in carcere con l’accusa di omosessualità. Amnesty International ha lanciato un’azione della durata di due settimane in favore della scarcerazione di Jean-Claude e di molte altre persone trattenute ingiustamente. Dal 3 al 17 dicembre Amnesty organizza “Write for Rights - una lettera per i diritti umani” che coinvolge la popolazione mondiale: ogni anno vi partecipano milioni di persone per un totale di oltre 50 paesi nel mondo. Oggi è l’ultimo giorno per aderire all’iniziativa: per partecipare basta andare sul sito www.firmiamolitutti.it e seguire le istruzioni riportate. Ogni persona è importante: la violazione dei diritti umani è un reato!




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16 dicembre 2011
Sfruttamento minorile: un fenomeno ormai superato?

Lo sfruttamento del lavoro minorile è un fenomeno che coinvolge i bambini tra i 5 e i 15 anni. Le aree in cui si concentra questo fenomeno sono principalmente l’Asia,l’Europa dell’Est e l’Oceania. Negli ultimi anni sono state create numerose associazioni a difesa dei bambini e delle diverse forme di sfruttamento(da quello lavorativo a quello sessuale). Ma è davvero un fenomeno superato?Siamo realmente riusciti ad arginare questo problema con delle leggi? Sicuramente un passo avanti è stato fatto: ma quale? Secondo dati recenti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro(OIL),i minori economicamente attivi nel mondo, ammonterebbero a 352 milioni, di cui 246 milioni sfruttati. Sempre l’OIL ha dichiarato che dall’inizio degli anni ’90 sono state moltiplicate le azioni di prevenzione per far fronte al problema ma allo stesso tempo sono stati tralasciati fattori che ne ostacolano il superamento(quali: mancato riconoscimento dei diritti dei lavoratori adulti,povertà delle famiglie). In realtà,non solo i “paesi in via di sviluppo” ma anche l’occidente industrializzato presenta numerosissimi casi di lavoro minorile. Cosa è stato fatto allora per cessare questa speculazione? Nel novembre del 1989 è stata approvata da parte dell’ONU la “Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia” che afferma il diritto dei bambini di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso; nel 1991 l’Italia ratifica la Convenzione. Sono state promosse iniziative come quella di marchi commerciali che garantiscono la fabbricazione di un prodotto da parte di un adulto(ad esempio: Fair Trade). Tutte queste iniziative dovrebbero farci sentire meglio? Mentre noi dormiamo beati nei nostri letti,milioni di bambini nel mondo passano gli anni che dovrebbero essere dedicati al gioco e allo studio a cucire palloni da calcio per pochi spiccioli. Perché allora continuiamo a creare leggi e associazioni e non facciamo qualcosa di più concreto?

 


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